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Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'UTOPIA?
Serve proprio a questo: a camminare.

Eduardo Galeano

Non puoi risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Albert Einstein

martedì 25 luglio 2017

ORMAI IL VERO PROGRESSO E' LIBERARE LE CITTA' DALLE AUTOMOBILI

La piramide inversa del traffico urbano: il pedone deve avere la priorità, quindi la biciletta e poi tutti gli altri veicoli. 

Il "progresso" è qualcosa di ben diverso dal semplice "sviluppo": riguarda quasi sempre la qualità mentre il secondo fa i conti con la quantità e ne paga le disastrose conseguenze. Vedasi la fine che hanno fatto i famosi Paesi "in via di sviluppo"...

L'idea di "progresso", come qualsiasi concetto, dipende dal contesto e dal periodo storico. Una volta, sessanta, cinquanta, quarant'anni fa, l'automobile poteva ben incarnare quest'idea, ma il sogno col tempo è diventato illusione e poi pieno fallimento.



L'idea di "progresso" attuale, moderna, reale e fattibile, è quella di liberare le città dalle auto per riportarle ad essere quello che erano e che dovrebbero essere: un centro di incontro, accoglienza, socializzazione, elaborazione, scambio e piena vivibilità. Quello che lo strapotere debordante delle macchine impedisce quotidianamente.



Ma il mondo cambia e per fortuna, a volte, verso il meglio: gli esempi di quartieri, centri urbani, città intere che si vanno liberando delle auto sono sempre più frequenti e qualificanti. La capitale della Slovenia, Lubiana, è diventata un punto di riferimento internazionale in questo senso ed è la dimostrazione concreta di come sia possibile esaltare lo splendore degli agglomerati urbani liberandoli dalle auto con tutta la straordinaria conseguenza di effetti positivi che ne conseguono a cascata.
Per averne un'idea rimando al mio reportage sul soggiorno in quella meravigliosa città che potrete rileggere cliccando QUI.
LUBIANA Città senz'auto

Lo ha fatto, lo sta facendo Lubiana con i suoi 287mila abitanti, possono riuscirci tranquillamente anche Comuni più piccoli come ad esempio la mia Lanciano con i suoi 35mila residenti. Anzi le dimensioni sono ideali per poter sperimentare tutte le soluzioni più innovative che potranno portare solo benefici.
In Italia ci sono già città completamente senz'auto come ad esempio Venezia: è senz'altro un agglomerato molto particolare, ma è anche la dimostrazione di come sia possibile farlo (certo, poi ci sarebbe da risolvere lo scandalo delle mega-navi da crociera...).

Modifiche importanti alla mobilità creano sempre una prima fase di opposizione perché si scontrano con abitudini spesso cattive sedimentate nel tempo e con una cultura inveterata e continuamente sponsorizzata e rilanciata che ci lega ai motori: per questo bisogna spiegare bene gli interventi alla Cittadinanza, renderla partecipe e soprattutto incentivarla nella direzione giusta mediante una diretta convenienza individuale oltre che collettiva.



In tutto il mondo ormai si sta ragionando su come ridurre gli effetti deleteri del pazzesco numero di automobili private, oltre un miliardo, che occupano quasi militarmente l'intero Pianeta. La soluzione definitiva non è certo l'auto elettrica perché affronta solo uno dei problemi in campo, ossia l'inquinamento da carburanti (salvo naturalmente capire da quali fonti derivi l'energia elettrica utilizzata), mentre restano intatti gli altrettanto gravi aspetti dell'occupazione di spazio pubblico, del deturpamento di paesaggio e beni storici e artistici, dell'enorme incidentalità, dei danni sulla salute in genere, dello smaltimento, ecc. ecc.



Per questo auspico in questo campo una specie di Rinascimento italiano che parta proprio dai Comuni, rinnovando lo splendore di qualche secolo fa. Splendore che in tanti meravigliosi centri storici medievali, nati senz'auto e del tutto inadatti ad esse ma lo stesso invasi e sfregiati da queste, reclama una svolta orgogliosa per far riacquistare intatta la secolare bellezza.

Franco Mastrangelo
Il vergognoso parcheggio quotidiano davanti lo splendore della chiesa di Santa Maria Maggiore a Lanciano

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