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Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'UTOPIA?
Serve proprio a questo: a camminare.

Eduardo Galeano

Non puoi risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Albert Einstein



Se vuoi essere universale, parla del tuo villaggio.
Lev Tolstoj

martedì 30 maggio 2017

PER FRENARE I DELITTI (STRADALI) BISOGNA LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE ARMI (A 4 RUOTE)



Mi piace pensare positivo e per questo sono affezionato alla bicicletta che ai miei occhi racchiude l'essenza della positività: libertà di movimento, perfetta simbiosi con l'ambiente circostante, benessere e socialità, fiducia nel percorso che hai davanti, nel futuro che vedi arrivare incontro senza barriere o filtri.

Mio malgrado, per esigenze di lavoro, nella quotidianità sono un automobilista seriale e per questo uno spettatore in prima fila di fatti, misfatti, pericoli e storture che hanno come scenario la strada. Quando si sale in macchina, inutile nasconderlo, ognuno peggiora un pò, anche chi lo fa con le migliori intenzioni, perché si viene catapultati nell'arena del tutti contro tutti dove spesso la prima regola è il predominio sugli altri.

Dottor Jekyll e Mister Auto.

Non mi piace, come credo a nessuno, parlare di lutti e disgrazie, ma di fronte ai tragici bollettini quotidiani dalle strade italiane che ogni giorno ci restituiscono i mezzi di informazione, non si può tacere e far passare questi avvenimenti come fatti inevitabili, quasi naturali, un tributo doloroso ma ineludibile al progresso (quale?), come le morti bianche sul lavoro. Infatti quasi mai in quegli stessi servizi o articoli si azzarda una notazione critica sul sistema che genera tutto questo e sulle soluzioni che vanno trovate come sempre nelle cause e non negli effetti.

Faccio la solita premessa che sarebbe del tutto superflua se non vivessimo in una società nella quale l'auto è un'ideologia oltre che un sistema con tutti i suoi rituali, i suoi profeti e i suoi misteri ai quali credere ciecamente a prescindere. La premessa è questa: qui nessuno, al contrario di quanto fanno gli idolatri in senso opposto, vuole demonizzare questo mezzo di trasporto che nei primi decenni di vita ha rappresentato un simbolo di libertà, una possibilità di autonomia e una promessa di emancipazione ed equità sociale.

Ma poi, come si dice in gergo, "il troppo stroppia" e la sua abnorme moltiplicazione, capillare e irrispettosa di persone e luoghi, ha provocato il rapido ribaltamento delle aspettative originarie trasformandola in mezzo di limitazione, costrizione, stress e troppo spesso lutto. Il punto è tutto qui: la quantità che diventa inevitabilmente deterioramento della qualità. Oltre un miliardo di veicoli nell'intero Pianeta sono una follia, così com'è una follia restare inermi di fronte alla catena di incidenti che provocano ogni giorno.

Diciamolo chiaramente e senza ipocrisie: l'automobile può trasformarsi in un'arma letale e spesso lo fa, lo hanno capito anche i terroristi quanto sia facile e pratico usarla in questo modo. E quindi come per le armi vere e proprie, la cui proliferazione non fa che aumentare crimini e decessi (vedi l'esempio eclatante degli USA), anche per gli autoveicoli privati bisogna procedere ad una graduale ma drastica riduzione spostando adeguatamente la mobilità complessiva verso tutte le forme praticabili sane e sostenibili dagli esseri viventi e dall'habitat in cui vivono.

E lo dico da automobilista, purtroppo, incallito. Però, e questo è un consiglio rivolto a tutti, se non sono obbligato ad usarla la lascio lì immobile e innocua.

Quando si può (e se ci riflettiamo bene si può tantissime volte) non mettiamo in moto la macchina, ma mettiamoci in moto noi stessi, a piedi o in bici cominciando a pensare sempre più positivo come sta avvenendo in tante parti del mondo. 

La strada è lunga e impervia però se al bivio abbiamo scelto la direzione giusta è solo una questione di tempo.

Franco Mastrangelo





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