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Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'UTOPIA?
Serve proprio a questo: a camminare.

Eduardo Galeano

Non puoi risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Albert Einstein

mercoledì 28 dicembre 2016

LE PISTE CICLABILI SONO UN SEGNO DI CIVILTA’ E FANNO BENE A TUTTI, FAVOREVOLI E CONTRARI.



Le piste ciclabili sono un segno di civiltà e di vero progresso e per questo vanno realizzate, sostenute, incentivate e promosse a qualsiasi livello.

Le piste ciclabili fanno bene a tutti, favorevoli e contrari, perché usandole liberiamo l’aria dai gas di scarico delle auto, liberiamo spazi comuni dall’ingombro delle macchine e in definitiva facciamo bene alla salute nostra e degli altri. Anche chi va a piedi lo fa.

Le critiche ai metodi di realizzazione di una pista ciclabile sono del tutto legittime sia da parte degli automobilisti, che si spera possano presto convertirsi in parte anche a ciclisti, sia naturalmente da chi si sposta ogni giorno in bici e conosce bene tutte le relative problematiche.

Sarebbe pertanto auspicabile per il futuro un maggiore coinvolgimento e partecipazione dell’intera Comunità con la spiegazione dettagliata di quali siano gli enormi vantaggi di simili realizzazioni che ormai, considerata la situazione generale assai deteriorata, rappresentano una scelta obbligata.

Ma tutto questo dibattito non può e non deve mettere minimamente in discussione che tali opere si facciano, certo nel miglior modo possibile, e che vadano progressivamente a moltiplicarsi fino a creare una rete integrata che colleghi tutte le zone urbane.

Ci sono città nel mondo, molto più estese e popolate della nostra come ad esempio Oslo o Copenaghen, al cui interno ormai circolano un numero di biciclette superiore alla quantità di auto e si prevede entro pochi anni di aumentare sempre più il rapporto in favore delle prime.

Non c’è nessuna controindicazione, anzi, perché questo non possa accadere al più presto anche da noi.

Da parte nostra faremo di tutto per favorire questa evoluzione cercando di convincere con le ragioni della ragione chi adesso è così ostinatamente contrario. La stessa cosa però devono fare e bene le istituzioni pubbliche e in questo caso saremo i primi a condividerne tutte le iniziative che portino in tempi brevi ad una nuova mobilità sana e sostenibile che abbia al centro delle sue attenzioni le persone in carne ed ossa e i loro effettivi bisogni, che ne siano consapevoli o meno.

Sperando che nel 2017 anche a Lanciano si pedali sempre di più verso il futuro.

Franco Mastrangelo

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