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Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'UTOPIA?
Serve proprio a questo: a camminare.

Eduardo Galeano

Non puoi risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Albert Einstein



Se vuoi essere universale, parla del tuo villaggio.
Lev Tolstoj

lunedì 15 gennaio 2018

IL MOVIMENTO LaVeNuM SI PRESENTA ALLA CITTA': CAMBIARE IL MODELLO DI MOBILITA' PER RISOLLEVARE LANCIANO.





Lunedì 15 gennaio si è svolta la Conferenza-Stampa di presentazione del Movimento "LaVeNuM" - Lanciano Verso la Nuova Mobilità che intende essere protagonista attivo, collaborativo e dialogante con l'intera Cittadinanza e le Istituzioni pubbliche nel dibattito pubblico sulla mobilità per la necessaria svolta verso un modello più funzionale, sano ed economico.

Nel corso dell'affollato incontro con gli organi di informazione sono state illustrate le finalità ed alcune proposte concrete del Movimento che sono sintetizzate nel Comunicato-stampa che riporto qui di seguito integralmente, in modo che siano chiare a tutti, nero su bianco, le nostre posizioni sui vari argomenti trattati.

Chiunque, persona o associazione, intendesse aderire a LaVeNuM, può farlo inviando la propria disponibilità all'indirizzo lavenum18@gmail.com.

Il futuro ci aspetta e ci indica la strada giusta.

Franco Mastrangelo


COMUNICATO-STAMPA del 15 gennaio 2018
A LANCIANO E’ NATO IL MOVIMENTO “LaVeNuM” – Lanciano Verso la Nuova Mobilità APERTO AL CONFRONTO ED AL DIALOGO CON TUTTI, CITTADINI E AMMINISTRATORI
Si è costituito a Lanciano il movimento spontaneo LANCIANO VERSO LA NUOVA MOBILITA’ (LaVeNuM) sulla base della seguente premessa che chiediamo di sottoscrivere a chiunque, gruppo, associazione o singola persona, voglia condividerne le finalità:
FINALITA’ DEL MOVIMENTO “LaVeNuM” – Lanciano Verso la Nuova Mobilità
L’obiettivo fondamentale comune a tutte le singole persone ed ai gruppi che aderiscono al “Movimento Lanciano Verso la Nuova Mobilità” è la progressiva riduzione del traffico veicolare urbano ed extra-urbano attraverso lo spostamento dall’attuale modello, ormai inadeguato ai tempi, basato sulla centralità dell’uso individuale dell’auto privata e sul trasporto merci su gomma verso forme di mobilità più sane, funzionali, economiche e sostenibili, rispettose delle persone e dei luoghi, quali il trasporto pubblico, quello collettivo e condiviso (car-sharing, car-pooling, taxi collettivo, ecc.), l’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano (anche mediante una nuova organizzazione del bike-sharing) e la diffusione crescente della pedonalità, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Il Movimento, al quale hanno già aderito diverse Associazioni, Organizzazioni e singole persone, molte delle quali con competenze specifiche in materia, intende collaborare fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita generali della Comunità attraverso un nuovo e più soddisfacente modello di mobilità. Siamo aperti al confronto ed al dialogo sia con le Istituzioni pubbliche che con l’intera Cittadinanza, mettendo a disposizione tutta la nostra esperienza. Non intendiamo obbligare nessuno ad andare a piedi o in bici ma sono le indiscutibili condizioni generali che ci spingono con sempre maggiore urgenza a percorrere la strada meno impattante della mobilità alternativa sostenibile.
Come dato indicativo delle dimensioni del problema riportiamo l’indice di motorizzazione del Comune di Lanciano che è di 669 automobili ogni 1000 abitanti, superiore sia al dato medio nazionale (620) che a quello di molte grandi Città (Torino 619 – Roma 613 – Palermo 567- Napoli 544- Bari 539- Bologna 515- Milano 510- Firenze 507. [dati ACI-ISTAT riferiti al 2015]
QUALCHE PROPOSTA CONCRETA
ZTL e AREE PEDONALI
1.       Siamo favorevoli al potenziamento ragionato delle ZTL nella prospettiva di creare le condizioni per una PROGRESSIVA PEDONALIZZAZIONE ATTREZZATA delle stesse.
2.       Sosteniamo la PEDONALIZZAZIONE DEFINITIVA, ATTREZZATA E ADEGUATAMENTE SOSTENUTA di Corso Roma e Corso Bandiera (in collaborazione con le Associazioni degli esercenti), passando anche attraverso un breve periodo di sperimentazione che dimostri come queste due importanti strade insieme al nuovo Corso Trento e Trieste potranno rappresentare un polo di attrazione non solo per turisti e visitatori esterni, ma anche per i residenti ed i compratori locali. Esempi consolidati in tutta Italia e nel mondo intero dimostrano come questa sia l’unica strada, se ben congegnata, per risollevare anche le sorti economiche dei commercianti di zona rispetto all’inarrivabile concorrenza dei centri commerciali o delle vendite on-line.
3.       Nell’ottica di coinvolgere le centinaia di migliaia di presenze del cosiddetto “turismo religioso” ai fini di un ritorno sia d’immagine che di natura economica, prevedere percorsi obbligati ad esempio da Santa Chiara fino alla Chiesa di San Francesco lungo Corso Roma pedonalizzato e da lì, dopo la visita al Miracolo Eucaristico, attraverso i 100 gradoni raggiungere lo splendore della Chiesa di  Santa Maria Maggiore liberata dall’assedio delle auto.
4.       Vanno quindi al più presto vietate la circolazione e il parcheggio nella piazzetta della Chiesa di Santa Maria Maggiore e nelle vie adiacenti per restituire dignità e una corretta fruibilità ad un vero e proprio patrimonio artistico dell’umanità che va sempre più valorizzato e non svilito da pratiche inaccettabili.
5.       Priorità alla progressiva eliminazione di tutte le barriere architettoniche presenti in Città e massima severità nel far rispettare la fruibilità degli scivoli sui marciapiedi e di tutti gli spazi riservati alle persone con disabilità.
TPU- TRASPORTO PUBBLICO URBANO
1.       Intendiamo sostenere il più possibile il TPU come principale alternativa già esistente all’uso individuale dell’auto privata, attraverso un confronto diretto con il gestore del trasporto pubblico locale, Di Fonzo,  per una maggiore diffusione, razionalizzazione e incentivazione del suo utilizzo anche attraverso l’INDIVIDUAZIONE DI PARCHEGGI DI SCAMBIO AI MARGINI DELLA CITTA’ dove poter lasciare l’auto e salire su BUS-NAVETTA di collegamento con i maggiori punti di interesse del centro.
2.       Chiediamo di individuare FORME DI PREMIALITA’ PER CHI USA IL TPU (e tutti i sistemi di mobilità alternativa come la bici o gli spostamenti a piedi) per recarsi alle sedi di lavoro o di studio, ad esempio i dipendenti pubblici (Comune ed ASL per cominciare). PREMI ANCHE PER I COMMERCIANTI DEL CENTRO E LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA CHE PROMUOVANO ATTIVAMENTE L’USO DEL TPU e delle altre forme di mobilità alternativa.
3.       Sosteniamo L’ADOZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE, quali App o software già esistenti e largamente applicati, PER FACILITARE E MONITORARE L’UTILIZZO DEL TPU e della mobilità alternativa.
PISTE CICLABILI
1.       COMPLETAMENTO IN TEMPI BREVI DELLA CICLABILE DI VIA DEL MARE con la necessaria messa in sicurezza degli accessi e delle traverse a favore di chi va in bicicletta e attraverso tutti gli interventi già previsti dal progetto.
2.       PROPOSTA DI PROLUNGAMENTO DELLA CICLABILE DI VIA DEL MARE FINO AL CENTRO CITTA’ per dare così effettivo senso al ruolo fondamentale delle piste ciclabili che è quello di unire le varie parti della Città al centro ed ai maggiori punti di interesse in modo da favorire la principale funzione della bicicletta che è quella di mezzo di trasporto quotidiano.
3.       RICERCA DI UNA SOLUZIONE IN TEMPI BREVI PER COLLEGARE LA PISTA CICLABILE DEL QUARTIERE SANTA RITA AL CENTRO CITTA’.
4.       CREAZIONE PROGRESSIVA DI UNA RETE INTEGRATA DI PISTE CICLABILI IN CITTA’ che attraversino e colleghino tra di loro e al centro le principali zone di Lanciano, compreso il quartiere Cappuccini. Per la realizzazione della ciclabile in quest’ultima area chiediamo un percorso partecipativo, di incontro, spiegazione e accoglimento di osservazioni da parte della Cittadinanza in modo da rendere meno conflittuale rispetto al passato la giusta realizzazione di quest’opera.
5.       ESTENSIONE A TUTTA L’AREA URBANA DEL LIMITE DI VELOCITA’ A 30 km/ora, provvedimento fondamentale per favorire la circolazione in sicurezza dei pedoni e per inserire meglio nel tessuto urbano le corsie ciclabili e pedonali.
TRACCIATO FERROVIARIO SANGRITANA NON UTILIZZATO
A prescindere dall’effettiva realizzazione o meno del progetto del cosiddetto “Tram” su una parte del tracciato ferroviario della Sangritana, SOSTENIAMO COMUNQUE LA REALIZZAZIONE SULL’INTERO TRACCIATO DI UNA PISTA CICLO-PEDONALE che possa collegarsi anche alla “Via Verde” in corso d’opera sulla Costa dei Trabocchi. Tale pista potrà affiancarsi in parallelo all’eventuale tracciato del tram, come avviene in altri Comuni,  oppure, in caso di mancata concretizzazione di questo, occuparne l’intero spazio.
SCUOLE E NUOVA MOBILITA’
·        Già da primavera 2018 è possibile la promozione di una accessibilità alternativa alle scuole, evitando la congestione di auto all’ingresso e all’uscita predisponendo le necessarie facilitazioni, in sinergia con volontariato di docenti-genitori e la stretta collaborazione con la PA e la Polizia Municipale (servizi di piedibus, inizialmente, e di bicibus quando temperature e situazioni ambientali lo consentiranno). A questo proposito abbiamo in preparazione già un primo itinerario possibile, dal parcheggio dell’Oasi fino alla scuola media Umberto I, con PEDIBUS che percorrerà quotidianamente lo stesso itinerario andata e ritorno e potrà raccogliere sia i ragazzi che abitano lungo tutto il percorso sia quelli che verranno accompagnati al parcheggio anziché a scuola .
·        Attività di educazione stradale ed esperienze in bicicletta che possano essere propedeutiche all’utilizzo consapevole ed entusiasta del mezzo già durante l’età scolastica, in sicurezza e nel rispetto delle regole scritte e non scritte, poiché responsabilizzarsi e ottenere una benefica autonomia di movimento ha risvolti potentissimi sul carattere e l’autostima dei nostri ragazzi
CONFRONTO PUBBLICO CON LA CITTADINANZA E GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI
Considerando i toni eccessivi che a tratti stanno denotando il dibattito pubblico sui temi della mobilità crediamo sia URGENTE DA PARTE DELL’A.C. DI LANCIANO LA CONVOCAZIONE DI UN CONFRONTO PUBBLICO CON L’INTERA CITTADINANZA e con i diversi attori in campo, favorevoli, contrari o dubbiosi rispetto ai vari progetti, in modo da chiarirsi su tutte le idee utili allo scopo di migliorare la qualità della vita dell’intera Comunità. Siamo certi che un approccio diretto senza mediazioni possa essere adatto a stemperare gli animi.  Nel caso non dovesse farlo direttamente l’A.C. di Lanciano saremo noi stessi a farci carico dell’iniziativa.

LANCIANO VERSO LA NUOVA MOBILITA’  
lavenum18@gmail.com 

La Conferenza-stampa di presentazione del 15 gennaio 2018

RASSEGNA-STAMPA:

venerdì 22 settembre 2017

I SINDACI LIBERINO LE CITTA’ DALL’OPPRESSIONE AUTOMOBILISTICA SE VOGLIONO DAVVERO BENE AI LORO CONCITTADINI. VALE PER I GRANDI COME PER I PICCOLI COMUNI.


Il ruolo dei Sindaci è fondamentale nel determinare la qualità della vita della Comunità che guidano su mandato dei Cittadini.

I Sindaci hanno un ruolo amministrativo e politico, ma anche sanitario visto che per legge rappresentano la principale autorità locale in materia e possono intervenire concretamente con il potere di ordinanza non solo nei casi di emergenza.

I Sindaci, in sintonia con la propria Amministrazione, devono indirizzare in maniera coerente e coordinata la Città verso un progresso generale che abbracci tutti gli aspetti del vivere quotidiano e soprattutto dia una prospettiva di lungo periodo.

Come ogni anno assistiamo in Italia allo spettacolo indecente di città grandi e piccole con l'aria irrespirabile determinata dal superamento ben oltre i limiti di legge dei livelli di polveri sottili e biossido di azoto. A proposito di quest’ultimo, prodotto in abbondanza dai motori diesel, una recente ricerca europea ha attribuito al nostro Paese il triste primato dei decessi causati proprio da questa sostanza: 1250, una vera strage silenziosa.
Ricordo un altro dato scientifico sconvolgente attestato dall'Agenzia Europea dell'Ambiente su dati del 2012: l'Italia, tra i 28 Paesi dell'Unione Europea, ha ottenuto il record per numero di morti premature causate dall'inquinamento dell'aria. Morti premature significa decessi di bambini, giovani o comunque persone che avrebbero dovuto avere il diritto di vivere più a lungo in condizioni ambientali buone o migliori rispetto a quelle che spesso colpevolmente non vengono garantite dalle Istituzioni obbligate a questo compito. 
Concentriamoci quindi sull'inquinamento atmosferico, classificato ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come sicuro cancerogeno nel suo insieme, che è causato certamente dagli impianti industriali di ogni tipo e da quelli domestici di riscaldamento, ma il principale imputato, vista la capillare diffusione ed invadenza, è senz'altro il traffico veicolare, con il suo miliardo e passa di automezzi in circolazione nel Pianeta.

Ecco qualche dato che aiuta a capire l’entità del problema troppo spesso sottovalutato:

le emissioni dei veicoli a motore sono molto dannose per la salute umana: i gas di scarico, oltre al biossido di azoto, contengono alcune sostanze quali il benzene, il monossido di carbonio, le poveri sottili e ultrasottili e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) che l'OMS- Organizzazione Mondiale della Sanità ha certificato come "sicuri cancerogeni";

l'Italia è tristemente da anni ai primi posti nel mondo per "indice di motorizzazione", ossia il rapporto di automobili per numero di abitanti con 620 veicoli ogni 1000 abitanti [ultimi dati disponibili riferiti al 2010 dalla Divisione Statistica delle Nazioni Unite e confermati al rialzo nel 2016 dai dati ACI con una consistenza del parco autovetture di 37.876.138 unità su poco più di 60 milioni di abitanti]. Se applicassimo questo rapporto alla popolazione mondiale di 7 miliardi di persone avremmo la cifra pazzesca di 4 miliardi e 270 milioni di macchine circolanti e la Terra semplicemente farebbe boom!;

se interpretiamo questi dati nostrani alla luce delle caratteristiche del territorio italiano, piccolo, accidentato, fragile, con altissima densità di popolazione, ricco di comuni e borghi antichi, medievali e rinascimentali, possiamo renderci conto ancora di più dell'irrazionalità di questa deriva;

la Città di Lanciano non è immune da questo processo che coinvolge la stragrande maggioranza dei Comuni italiani e che non è prerogativa delle metropoli o delle grandi città, semplicemente lì ci sono strumenti di monitoraggio dell'aria più diffusi e continuativi. Guarda caso quando nel 2010 la Provincia di Chieti ha commissionato all'Istituto Mario Negri Sud uno studio sulla qualità dell'aria nel territorio di competenza condotto con i più avanzati sistemi scientifici (biomonitoraggio e IBL), l'area urbana della nostra città ha avuto i risultati peggiori dell'intera provincia. Va sottolineato altresì il dato dell’indice di motorizzazione locale addirittura abbondantemente superiore alla media nazionale: 669 auto ogni 1000 abitanti (dati ACI-Istat riferiti al 2015);

aggiungiamo che i rilevamenti del 2012 in preparazione del PGTU- Piano Generale del Traffico Urbano hanno documentato la pazzesca cifra di 50/60 mila transiti veicolari in entrata ed uscita dal centro urbano di Lanciano ogni giorno. Ogni giorno.

Come si può evincere dal caso in esame di un piccolo/medio Comune di 35mila abitanti come Lanciano, non esistono molte isole felici in questo campo e le dimensioni ridotte non determinano automaticamente un miglioramento delle condizioni ambientali, semplicemente cambiano i numeri assoluti ma le proporzioni e le problematiche sono le stesse.

Di fronte a questi elementi un Sindaco non può fare finta di niente e soprattutto non può prendere provvedimenti parziali, contraddittori, temporanei e quindi in sostanza inutili. Le "domeniche senza auto", le targhe alterne, le chiusure momentanee e via raffazzonando sono semplici prese in giro per tutti ed hanno dimostrato di non avere alcuna incidenza sul miglioramento dell'aria (e della vivibilità generale).

L'UNICA POLITICA EFFICACE, RAZIONALE E LOGICA DI CONTRASTO ALL'INQUINAMENTO DELL'ARIA, MA ANCHE ALL'ABBRUTIMENTO DEI LUOGHI DETERMINATO DALL'INGOMBRO VEICOLARE, E' LA PRELIMINARE E DRASTICA RIDUZIONE DEL TRAFFICO AUTOMOBILISTICO PRIVATO, MOLTO SPESSO INUTILE, ESORBITANTE E POCO FUNZIONALE, DIROTTANDO LA MOBILITA' URBANA VERSO FORME PIU' SANE E SOSTENIBILI COME IL TRASPORTO PUBBLICO, QUELLO COLLETTIVO E CONDIVISO, LA PEDONALITA' E L'USO DELLA BICICLETTA ATTRAVERSO PROVVEDIMENTI MIRATI, STRUTTURALI E DI LUNGO PERIODO CHE DA UNA PARTE INCENTIVINO QUESTO PERCORSO VIRTUOSO E DALL'ALTRA SCORAGGINO LE PRATICHE DANNOSE. Ci sono tantissime cose che si possono fare e già si fanno in ogni parte del globo, basta solo volerlo.

Se non si parte da qui, cari Sindaci, le vostre enunciazioni di principio non avranno alcuna credibilità e a farne le spese sarà l'intera Cittadinanza, anche se non tutti ne avranno coscienza vista l'integralista mentalità autocentrica che pervade trasversalmente la maggior parte di noi facendoci ragionare come se stessimo perennemente alla guida.

Per questo la responsabilità è sì dei Sindaci a livello istituzionale, ma anche degli stili di vita di ogni singolo Cittadino. Inviterei chiunque a provare per una volta a lasciare la macchina spenta, a fare due passi a piedi o a saltare su una bici. Si renderà conto di quanto le distanze siano minime, avrà la certezza dei tempi di spostamento, eviterà rabbia e stress di code e ricerca di un parcheggio, incontrerà persone lungo il suo tragitto e avrà modo di guardarsi intorno e magari ammirare il paesaggio.

Soprattutto farà del bene a sé stesso e agli altri, in primo luogo agli altri che verranno ed ai quali dovremo pur dare conto di quello che lasciamo in eredità.

Franco Mastrangelo


martedì 25 luglio 2017

ORMAI IL VERO PROGRESSO E' LIBERARE LE CITTA' DALLE AUTOMOBILI

La piramide inversa del traffico urbano: il pedone deve avere la priorità, quindi la bicicletta e poi tutti gli altri veicoli. 

Il "progresso" è qualcosa di ben diverso dal semplice "sviluppo": riguarda quasi sempre la qualità mentre il secondo fa i conti con la quantità e ne paga le disastrose conseguenze. Vedasi la fine che hanno fatto i famosi Paesi "in via di sviluppo"...

L'idea di "progresso", come qualsiasi concetto, dipende dal contesto e dal periodo storico. Una volta, sessanta, cinquanta, quarant'anni fa, l'automobile poteva ben incarnare quest'idea, ma il sogno col tempo è diventato illusione e poi pieno fallimento.



L'idea di "progresso" attuale, moderna, reale e fattibile, è quella di liberare le città dalle auto per riportarle ad essere quello che erano e che dovrebbero essere: un centro di incontro, accoglienza, socializzazione, elaborazione, scambio e piena vivibilità. Quello che lo strapotere debordante delle macchine impedisce quotidianamente.



Ma il mondo cambia e per fortuna, a volte, verso il meglio: gli esempi di quartieri, centri urbani, città intere che si vanno liberando delle auto sono sempre più frequenti e qualificanti. La capitale della Slovenia, Lubiana, è diventata un punto di riferimento internazionale in questo senso ed è la dimostrazione concreta di come sia possibile esaltare lo splendore degli agglomerati urbani liberandoli dalle auto con tutta la straordinaria conseguenza di effetti positivi che ne conseguono a cascata.
Per averne un'idea rimando al mio reportage sul soggiorno in quella meravigliosa città che potrete rileggere cliccando QUI.
LUBIANA Città senz'auto

Lo ha fatto, lo sta facendo Lubiana con i suoi 287mila abitanti, possono riuscirci tranquillamente anche Comuni più piccoli come ad esempio la mia Lanciano con i suoi 35mila residenti. Anzi le dimensioni sono ideali per poter sperimentare tutte le soluzioni più innovative che potranno portare solo benefici.
In Italia ci sono già città completamente senz'auto come ad esempio Venezia: è senz'altro un agglomerato molto particolare, ma è anche la dimostrazione di come sia possibile farlo (certo, poi ci sarebbe da risolvere lo scandalo delle mega-navi da crociera...).

Modifiche importanti alla mobilità creano sempre una prima fase di opposizione perché si scontrano con abitudini spesso cattive sedimentate nel tempo e con una cultura inveterata e continuamente sponsorizzata e rilanciata che ci lega ai motori: per questo bisogna spiegare bene gli interventi alla Cittadinanza, renderla partecipe e soprattutto incentivarla nella direzione giusta mediante una diretta convenienza individuale oltre che collettiva.



In tutto il mondo ormai si sta ragionando su come ridurre gli effetti deleteri del pazzesco numero di automobili private, oltre un miliardo, che occupano quasi militarmente l'intero Pianeta. La soluzione definitiva non è certo l'auto elettrica perché affronta solo uno dei problemi in campo, ossia l'inquinamento da carburanti (salvo naturalmente capire da quali fonti derivi l'energia elettrica utilizzata), mentre restano intatti gli altrettanto gravi aspetti dell'occupazione di spazio pubblico, del deturpamento di paesaggio e beni storici e artistici, dell'enorme incidentalità, dei danni sulla salute in genere, dello smaltimento, ecc. ecc.



Per questo auspico in questo campo una specie di Rinascimento italiano che parta proprio dai Comuni, rinnovando lo splendore di qualche secolo fa. Splendore che in tanti meravigliosi centri storici medievali, nati senz'auto e del tutto inadatti ad esse ma lo stesso invasi e sfregiati da queste, reclama una svolta orgogliosa per far riacquistare intatta la secolare bellezza.


Franco Mastrangelo
Il vergognoso parcheggio quotidiano davanti lo splendore della chiesa di Santa Maria Maggiore a Lanciano

martedì 30 maggio 2017

PER FRENARE I DELITTI (STRADALI) BISOGNA LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE ARMI (A 4 RUOTE)



Mi piace pensare positivo e per questo sono affezionato alla bicicletta che ai miei occhi racchiude l'essenza della positività: libertà di movimento, perfetta simbiosi con l'ambiente circostante, benessere e socialità, fiducia nel percorso che hai davanti, nel futuro che vedi arrivare incontro senza barriere o filtri.

Mio malgrado, per esigenze di lavoro, nella quotidianità sono un automobilista seriale e per questo uno spettatore in prima fila di fatti, misfatti, pericoli e storture che hanno come scenario la strada. Quando si sale in macchina, inutile nasconderlo, ognuno peggiora un pò, anche chi lo fa con le migliori intenzioni, perché si viene catapultati nell'arena del tutti contro tutti dove spesso la prima regola è il predominio sugli altri.

Dottor Jekyll e Mister Auto.

Non mi piace, come credo a nessuno, parlare di lutti e disgrazie, ma di fronte ai tragici bollettini quotidiani dalle strade italiane che ogni giorno ci restituiscono i mezzi di informazione, non si può tacere e far passare questi avvenimenti come fatti inevitabili, quasi naturali, un tributo doloroso ma ineludibile al progresso (quale?), come le morti bianche sul lavoro. Infatti quasi mai in quegli stessi servizi o articoli si azzarda una notazione critica sul sistema che genera tutto questo e sulle soluzioni che vanno trovate come sempre nelle cause e non negli effetti.

Faccio la solita premessa che sarebbe del tutto superflua se non vivessimo in una società nella quale l'auto è un'ideologia oltre che un sistema con tutti i suoi rituali, i suoi profeti e i suoi misteri ai quali credere ciecamente a prescindere. La premessa è questa: qui nessuno, al contrario di quanto fanno gli idolatri in senso opposto, vuole demonizzare questo mezzo di trasporto che nei primi decenni di vita ha rappresentato un simbolo di libertà, una possibilità di autonomia e una promessa di emancipazione ed equità sociale.

Ma poi, come si dice in gergo, "il troppo stroppia" e la sua abnorme moltiplicazione, capillare e irrispettosa di persone e luoghi, ha provocato il rapido ribaltamento delle aspettative originarie trasformandola in mezzo di limitazione, costrizione, stress e troppo spesso lutto. Il punto è tutto qui: la quantità che diventa inevitabilmente deterioramento della qualità. Oltre un miliardo di veicoli nell'intero Pianeta sono una follia, così com'è una follia restare inermi di fronte alla catena di incidenti che provocano ogni giorno.

Diciamolo chiaramente e senza ipocrisie: l'automobile può trasformarsi in un'arma letale e spesso lo fa, lo hanno capito anche i terroristi quanto sia facile e pratico usarla in questo modo. E quindi come per le armi vere e proprie, la cui proliferazione non fa che aumentare crimini e decessi (vedi l'esempio eclatante degli USA), anche per gli autoveicoli privati bisogna procedere ad una graduale ma drastica riduzione spostando adeguatamente la mobilità complessiva verso tutte le forme praticabili sane e sostenibili dagli esseri viventi e dall'habitat in cui vivono.

E lo dico da automobilista, purtroppo, incallito. Però, e questo è un consiglio rivolto a tutti, se non sono obbligato ad usarla la lascio lì immobile e innocua.

Quando si può (e se ci riflettiamo bene si può tantissime volte) non mettiamo in moto la macchina, ma mettiamoci in moto noi stessi, a piedi o in bici cominciando a pensare sempre più positivo come sta avvenendo in tante parti del mondo. 

La strada è lunga e impervia però se al bivio abbiamo scelto la direzione giusta è solo una questione di tempo.

Franco Mastrangelo





mercoledì 19 aprile 2017

UNA NORMALE GIORNATA DI INCIVILTA' AUTOMOBILISTICA (fotoracconto)

Quello che segue è il foto-racconto di una giornata come tante, piena di immagini desolanti raccolte questa mattina in centro nel giro di non più di un quarto d'ora. Siamo a Lanciano certo, ma purtroppo potremmo essere in centinaia di altre città italiane in questo o in qualsiasi altro giorno.

Una riflessione prima di scorrere il penoso album:
il controllo e la repressione di queste pratiche scorrette non riusciranno mai da soli a eliminare il fenomeno.

Non cominciamo a invocare "I vigili dove sono?" perché anche schierando l'esercito non si riuscirebbe a venirne a capo, vista la continuità e capillarità di questi veri e propri atti vandalici che non tengono nella minima considerazione le esigenze vitali di persone sicuramente più sfortunate fisicamente, ma senz'altro più degne di essere definite "esseri umani".

Certo una maggiore attenzione delle autorità competenti rivolta a scoraggiare quotidianamente questi comportamenti non dispiacerebbe, ma come sempre bisogna andare alla radice delle cose e quindi solo liberando il più possibile gli spazi urbani dall'ingombro eccessivo delle auto potremmo avere maggiori possibilità che queste scene vadano a ridursi progressivamente.

Naturalmente sappiamo tutti che anche quella degli incivili è una categoria la cui genitrice è sempre incinta, però, fermo restando il numero di parcheggi esistenti, procedendo con provvedimenti di riduzione corposa delle macchine in circolazione avremmo la possibilità per tutti, specialmente per quelli che ne hanno davvero bisogno, di parcheggiare correttamente negli spazi adeguati.

Il controllo dovrà continuare ad esserci però solo con questo giusto mix si riuscirà a vedere qualche miglioramento.

Franco Mastrangelo

E adesso cattiva visione a tutti:






Scusate la fissazione "locale", ma la vogliamo rimettere questa benedetta catenella sulla terrazza di Via Monte Maiella per evitare le quotidiane azioni del "furbone/a" di turno?


martedì 21 marzo 2017

QUALCHE RIFLESSIONE DOPO LA DOMENICA DELL'ORGOGLIO CICLABILE



Domenica scorsa, 19 marzo, si è svolta a Lanciano una passeggiata lungo la pista ciclabile in corso di completamento in via del Mare promossa dall'Amministrazione Comunale per ribadire l'importanza dell'opera dopo le ultime e spesso pretestuose polemiche.

Si è trattato di un punto fermo, altamente simbolico, che suggerisce alcune riflessioni spero utili per eliminare l'attuale clima da opposte tifoserie che non giova a nessuno.

Faccio una doverosa premessa: le critiche nei confronti di modi e tempi di progettazione e realizzazione della pista sono del tutto legittime e spesso fondate, anch'io ne ho rivolte tante, ma questo non dev'essere l'alibi per mettere in discussione un'intera opera necessaria e decisiva per elevare la qualità della vita di tutti.
Non buttiamo il bambino con tutta l'acqua sporca.

Partiamo quindi dall'ineluttabilità di questa scelta e dalla considerazione che essa rappresenta solo il primo passo del fondamentale cammino verso la mobilità sana e sostenibile che, inserito in un quadro generale, coerente ed omogeneo, renderà la nostra Città più vivibile ed attraente.

Detto questo dobbiamo lavorare tutti insieme per migliorare quello che si può (ad es. mettiamo dei cespugli di oleandri sui cordoli per renderli più visibili e sicuri) non solo della pista in quanto tale ma anche dei nostri comportamenti quotidiani, spesso distorti, nel campo della mobilità.



Voglio sottolineare un altro aspetto incoraggiante: dopo i tentennamenti iniziali (ad opinione di chi scrive)l'Amministrazione Comunale di Lanciano sembra cominciare a crederci sul serio ed a considerarla, sono parole dell'Assessore Pino Valente, solo la prima di una rete di percorsi ciclabili e pedonali protetti che collegheranno tutte le zone della Città ai vari punti di interesse e servizio (Municipio, poste, ospedale, uffici, negozi, palestre, ecc.) ridimensionando in parallelo sempre di più lo strapotere dell'auto, deleterio e molto spesso inefficace.

Con la bici o a piedi hai tempi certi di percorrenza mentre con la macchina è sempre un'incognita (traffico, semafori, ricerca del parcheggio...).

Lanciano, checché se ne dica, ha dimensioni e conformazione giuste per una perfetta fruibilità con mezzi alternativi: per le salite ci sono sempre le bici elettriche o con pedalata assistita che costano quanto un cellulare di ultima generazione ed enormemente meno di un'autovettura.

Certo, c'è poi da affrontare il discorso dei mezzi pubblici, collettivi e condivisi (il car-sharing è cresciuto del 30% in Italia nell'ultimo anno) ma prima di tutto dobbiamo crederci noi, Cittadini e Amministratori, e lavorare insieme in una prospettiva coerente, omogenea e di lungo respiro.



Non voglio dilungarmi troppo, tanti aspetti li potete approfondire leggendo articoli e pagine pubblicati in questo blog, ma sento di manifestare tutta la mia fiducia sulla riuscita di questa operazione complessiva.

Abbiamo già avuto in questo settore un'esperienza molto positiva con il bike-sharing, purtroppo presto tramontato per errori e responsabilità da più parti, ma nei primi tempi era un piacere veder circolare in ogni angolo della città tutti i mezzi a disposizione, guidati con evidente soddisfazione perfino da insospettabili...(sarebbe un discorso da riprendere quanto prima).

Ecco, sono sicuro che ci sarà lo stesso effetto positivo e contagioso con la nuova pista ciclabile di via del Mare, ma è fondamentale che venga completata il prima possibile e questa è responsabilità stringente dei nostri Amministratori.

Dopodiché, a cose fatte, saranno non le parole ma le pratiche quotidiane a dare ragione a chi ha sempre indicato la strada giusta, l'unica realisticamente praticabile.

A presto, anzi spero prestissimo.

Franco Mastrangelo




sabato 4 marzo 2017

SOS PISTA CICLABILE ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LANCIANO: SPIEGATECI SE E QUANDO SARA' COMPLETATA.


Prima di tutto una breve cronistoria della pista ciclopedonale di via del Mare a Lanciano.


Sul tabellone c'è scritto "fine lavori prevista per il 12 novembre 2016" ma un esponente della maggioranza, con un'abilissima arrampicata sugli specchi, ci ha detto che non è proprio così, dipende, non sono termini tassativi, ci sono intoppi, ecc. ecc.
Allora perché viene indicata una data? Tanto valeva scrivere "fine lavori prevista... quando avranno termine". 

Inizio lavori, sempre da tabellone, 16 maggio 2016.

Ad ottobre, visto lo stallo totale dei suddetti lavori, ci permettiamo di avanzare una richiesta pubblica di chiarimenti con un post su questo blog del 19 ottobre 2016 intitolato "Che fine ha fatto la pista ciclopedonale di via del mare?" che potete leggere cliccando QUI .

La risposta, un po' piccata, dell'Amministrazione Comunale viene qualche giorno dopo, il 22 ottobre, durante un incontro pubblico nel corso del quale l'Assessore ai Lavori Pubblici Pino Valente assicura che i lavori avranno al massimo un ritardo di 20 giorni rispetto alla data stabilita (?!?), affermazione successivamente ribadita alla stampa. Anche tutto questo potete leggerlo cliccando QUI .

I lavori riprenderanno e andranno avanti a intermittenza fino a bloccarsi nuovamente.

Oggi siamo al 4 marzo 2017, 112 giorni oltre la fine prevista (che però, abbiamo visto, sembra essere più che altro una vaga evocazione di intenti e non un termine perentorio) i lavori sono fermi da tantissimi giorni e la pista ciclabile si trova in una condizione di terra di nessuno nella quale chi vorrebbe usarla non sa se e come può farlo (le bici possono circolare sul marciapiede?), le automobili si sentono autorizzate a parcheggiarci su visto che non c'è alcun divieto o segnale e cominciano i primi segni di deterioramento provocati dall'assenza di manutenzione. A fine articolo una breve documentazione fotografica a dimostrazione di tutto ciò.

Oltretutto questa situazione sospesa non fa che aumentare malumori, discussioni e polemiche tra gli assurdi fronti contrapposti mentre sono sicuro che al suo completamento ed utilizzo massiccio, già visibile in questi giorni nonostante tutto, ci sarà una quasi unanime soddisfazione per gli indubbi benefici che tali realizzazioni comportano per la migliore vivibilità di tutti.

Naturalmente l'Amministrazione Comunale avrà tutte le sue buone ragioni e ci saranno seri motivi per cui siamo in queste condizioni ma QUELLO CHE CHIEDIAMO E' CHE SINDACO E ASSESSORI CI SPIEGHINO CON CHIAREZZA PERCHE' I LAVORI DELLA PISTA CICLOPEDONALE DI VIA DEL MARE SONO FERMI DA COSI' TANTO TEMPO, QUALI SONO LE SOLUZIONI CHE SI STANNO ADOTTANDO PER SUPERARE EVENTUALI INTRALCI E SOPRATTUTTO PRENDANO UN IMPEGNO SERIO NELL'INDICARE UNA DATA CERTA NELLA QUALE QUEST'OPERA MERITEVOLE POTRA' ESSERE RICONSEGNATA ALLA CITTADINANZA.

Ne va del rapporto di fiducia tra Istituzioni e Cittadini.

Franco Mastrangelo

FOTO DELLA PISTA CICLABILE OGGI
(3 MARZO 2017)




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